Metodo CRS

IL MIO METODO, CRS

Perché sceglierlo.

Vediamo ora nel dettaglio cos’è il Metodo CRS.

 

Prima di spiegarti l’innovazione che si cela dietro questa filosofia d’insegnamento dello sci, voglio che tu sappia cosa significa l’acronimo CRS.

CRS sta semplicemente per Crazy Rabbit Ski, e cioè lo Sci del Coniglio Matto.

Sì, forse è un po’ bizzarro, ma è proprio per questo che funziona!

 

Vediamo ora i concetti chiave che rendono questo corso di sci così diverso da ogni altro corso di sci che puoi trovare in giro.

  • è un metodo pensato e studiato appositamente per i bambini tra i 5 e gli 8 anni.

 

 

  • ogni attività utilizza il divertimento come sistema di apprendimento, secondo il motto di Lord Baden Powell “Tutto col gioco, ma niente per gioco”

 

 

  • con il Metodo CRS verrà capovolto il concetto “causa-effetto”permettendo un apprendimento sicuro e profondo della tecnica sciistica grazie all’analisi della bio-meccanica del corpo umano.

 

I BAMBINI, IL CENTRO DI CRS

Il metodo si basa fortemente su questo concetto: il divertimento crea potenti picchi emotivi.

Prova a pensarci un attimo.

Quali esperienze ricordi con maggiore chiarezza?

Quelle in cui hai provato una forte emozione oppure quelle “piatte” dettate dalla routine e dalla “normalità”?

Credo di sapere cos’hai appena risposto!

Per questo motivo il Metodo CRS utilizza il divertimento come principale motore d’apprendimento.

 

Il Metodo si muove all’interno di un percorso studiato nel dettaglio, composto da diverse avventure e missioni che i bambini saranno chiamati a vivere e superare per riuscire finalmente a sconfiggere il famigerato Coniglio Matto.

 

Ecco svelato il punto focale di questo sistema: ogni missione è stata creata per permettere al bambino di imparare un determinato gesto tecnico.

 

Grazie a questo contesto ludico e divertente la motivazione all’apprendimento dei bambini aumenta in maniera esponenziale, proprio perché saranno i bambini in prima persona ad imparare una nuova tecnica per voler completare la missione e vivere appieno l’avventura in cui sono coinvolti.

 

Io non porterò i vostri figli all’interno di una classica lezione di sci, ma farò vivere loro un’avventura.

 

MA LA BIO-MECCANICA COSA CENTRA??

 

Quante volte focalizziamo l’attenzione su ciò che succede, senza capire il vero motivo, la vera causa, per cui ciò che è successo… è successo?

 

Un po’ complicato?

 

Proviamo con un esempio pratico!

Ti chiedo di seguire le mie indicazioni passo per passo.

 

Mettiti comodo, con la schiena dritta.

Puoi stare in piedi oppure seduto.

Rilassa le braccia, falle penzolare.

Ora alza le mani in avanti, fino a portarle all’altezza dei gomiti.

Rimani sempre rilassato, respira e cerca di essere sciolto.

Tieni le tue mani chiuse, mantenendo le braccia il più possibile rilassate.

Adesso prova a allargare i pollici verso l’esterno.

Se hai fatto tutto come si deve, noterai che anche i polsi, e di conseguenza gli avambracci creeranno una rotazione su loro stessi.

Sai perché ho voluto farti provare questa esperienza?

Semplice, perché ad ogni piccolissimo movimento nel nostro corpo è connessa una reazione.

 

Ecco il cardine attorno al quale si muove questo concetto.

Mentre sciamo notiamo sempre il movimento più evidente e concentriamo tutte le nostre energie e la nostra attenzione su quel movimento specifico, con l’obiettivo di migliorarlo.

Ma se quello specifico movimento fosse in realtà solo una reazione causata da un altro movimento più piccolo e difficile da notare?

Sarebbe meglio concentrarsi sul movimento più evidente (reazione) oppure sul movimento che l’ha innescato (causa)?

 

Insomma, veniamo al sodo.

Quando sciamo, ogni piccolo movimento, ogni contrazione muscolare, ogni piccola rotazione o inclinazione di ogni parte del nostro corpo, determina un effetto, grande o piccolo, sul resto del nostro corpo.

Ecco perché conoscere la biomeccanica del corpo umano ci permette di ricostruire quale sia la causa e l’effetto di ogni nostro movimento.

 

Nello sci, nulla accade per caso, ogni movimento è legato a un altro, e viceversa.

 

Facciamo un altro esempio.

Immaginiamo che tu sia alle prime armi e che tu stia imparando a sciare con la tecnica chiamata “spazzaneve”.

Immaginiamo ora che tu voglia rallentare la discesa e frenare.

Cominci ad allargare gli sci posizionando i piedi in una posizione che da fuori appare corretta.

Fai tutto correttamente ma…

La tua frenata non funziona!

Vuoi rallentare, ma tutti i tuoi sforzi e la tua tecnica non producono il risultato sperato!

 

Un po’ sconsolato ti siedi e ti accorgi che un tuo amico si sta avvicinando utilizzando come te la tecnica dello “spazzaneve”, cercando di rallentare e frenare.

Lo guardi sorridendo perché ti accorgi che la posizione dei suoi piedi e dei suoi sci è peggiore della tua e pensi: “Ahah, non si fermerà mai se continua così!”.

Eppure…

Nonostante la sua posizione non perfettamente corretta, il tuo amico riesce a rallentare e fermarsi, dimostrando che la sua frenata è stata più efficace della tua.

 

Accidenti, ma come è possibile???

Il tuo maestro di sci ti ha spiegato male??

 

La risposta è semplice.

Molto probabilmente tu stavi cercando di frenare contraendo con tutta la forza che avevi ogni muscolo delle tue gambe.

Il tuo amico, invece, con molta tranquillità faceva il tuo stesso movimento ma con i muscoli più rilassati.

 

Capisci bene quindi, che se ci fossimo concentrati sull’effetto, non avremmo mai capito il perché di quello che stava accadendo.

Solo concentrandosi sulle cause avremo una visione chiara e costruttiva per il nostro apprendimento.

 

 

Ma in tutto questo , cosa centrano i bambini??

Semplice, i bambini sono piccoli uomini e piccole donne, e provano emozioni, come gli adulti. 

CRS ha un intento ben preciso, ovvero quello di individuare cause ed effetti nel bambino, andando poi a lavorarci tramite moltissime strategie studiate nei dettagli dal punto di vista didattico e biomeccanico.